La scena è nota. Qualcuno chiede il film che “stava da qualche parte”, si apre il NAS, compaiono tre dischi, due cartelle si chiamano Archivio, e comunque la copia 4K sul televisore non parte. Dieci minuti dopo il film ha smesso di essere il punto e trovarlo è diventato la serata.
Succede a ogni collezione cresciuta onestamente: un primo disco esterno, un computer morto, una stagione copiata tutta in una sera, un remux tenuto perché un giorno potrebbe servire. Un media server si guadagna il posto quando mette ordine in tutto questo senza chiederti di buttare via niente.
Leggere una libreria non è prenderne possesso
Quven parte dalle cartelle che scegli e le lascia esattamente dove sono. Costruisce un catalogo sopra invece di riordinare quello che c’è sotto, quindi niente viene rinominato per far quadrare una convenzione e nessuna scansione diventa una migrazione che non puoi annullare. È la differenza fra provare un server nuovo e sposarlo.
Le scansioni le avvii tu, e niente setaccia i dischi con una cadenza che non hai deciso, e una scansione interrotta riprende da dove si era fermata.
Gli archivi veri si ribellano
Poi la collezione si fa sentire: un remake condivide nome e decennio con l’originale. Un titolo di distribuzione italiana appartiene, nel catalogo, a una produzione completamente diversa; due file che sembrano lo stesso film sono la versione cinematografica e quella estesa, e stanno sotto una scheda sola invece che due.
Quven abbina su TMDb, TVDB, OMDb e AniDB, ed è costruito per reggere i nomi da scena, un anno sbagliato di uno e le sostituzioni che rendono un titolo introvabile. Dove non è sicuro lo dice invece di tirare a indovinare, e i casi incerti si raccolgono in una casella di revisione che puoi svuotare in una seduta. Un film con due file mantiene una scheda, con le edizioni nominate così da distinguere il remux 4K dalla codifica 1080p prima di premere play.
Il passaggio AI opzionale serve agli avanzi: un pareggio fra due candidati plausibili, una query che non restituisce nulla, un nome di file che non porta alcuna evidenza utile. Propone; confermi tu.
Correggi la scheda, non l’archivio
Quando la scheda è sbagliata, la correzione appartiene alla scheda. Nome, anno, trama, artwork e poster si modificano dall’app desktop o dal client web, la correzione è conservata accanto alla libreria invece che scritta nel file, e sopravvive alla scansione successiva. Il file su disco mantiene il nome che aveva senso per te nel 2014.
Anche il materiale bonus smette di fare concorrenza ai film. Trailer, featurette, scene tagliate e interviste vengono riconosciuti come extra del titolo accanto a cui stanno, sia che siano in una cartella Extras sia che portino la parola nel nome, così un muro di mezzi titoli torna a essere un muro di film.
Poi decide tutto il pulsante Play
Una bella scheda di dettaglio non vale niente se il file importante della collezione singhiozza o perde la traccia audio per cui hai comprato il disco. I client nativi riproducono i file per quello che sono davvero, ed è lì che la differenza fra direct play e transcodifica si vede sullo schermo. Ai sottotitoli tocca lo stesso trattamento: una traccia scritta dal parlato quando il file non ne ha, e i sottotitoli bitmap riconosciuti in testo invece che impressi nell’immagine.
Il punto di partenza pratico non è cambiato in vent’anni. Apri le cartelle, decidi cosa tieni, e lascia che sia qualcos’altro a ricordarsi dove è finito.
Domande frequenti
Devo rinominare i file prima di scansionare?
No. Quven legge quello che trova e corregge il catalogo invece dell’archivio, quindi una cartella chiamata come l’avevi chiamata nel 2014 resta così. Una nomenclatura coerente aiuta comunque il matcher sui titoli oscuri, ed è a questo che serve la guida all’organizzazione.
Cosa succede ai doppioni dello stesso film?
Restano sotto un solo titolo come edizioni separate, nominate così da distinguere un remux 4K da una codifica 1080p al momento di guardare. Niente viene cancellato al posto tuo, e scegliere un’edizione non nasconde l’altra.
Una scansione sposta o rinomina qualcosa su disco?
No. La scansione legge, non scrive mai sui tuoi media. Correzioni, artwork e stato di visione sono conservati accanto alla libreria, ed è anche il motivo per cui sopravvivono a una nuova scansione e si possono annullare senza toccare un file.
Quanto dura la prima scansione?
Dipende da quanto è grande la libreria e da quanti metadati vanno recuperati, e gira in background con avanzamento in tempo reale invece di bloccare l’app. Se la interrompi riprende da dove si era fermata invece di ricominciare.
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